La soddisfazione dei corsisti è il nostro primo obiettivo
Corso Professionisti della conciliazione
Corso per conciliatori - Edizione Luglio 2007
Non appena sono venuta a conoscenza dell'esistenza di uno strumento di risoluzione delle controversie alternativo a quello usuale, che per di più garantiva un risultato vantaggioso per ciascuna parte coinvolta, ho cercato di approfondire la materia e sono approdata a questo corso.
Durante i primi giorni di tale esperienza abbiamo parlato molto di comunicazione quale base imprescindibile e fondamentale della conciliazione utilizzando una serie di simulazioni e giochi che sono risultati molto utili per una comprensione efficace dello strumento.
Il fatto di essere partiti dalle simulazioni mi ha permesso di comprendere sia la necessità di uscire dal personale individualismo, a prescindere dal fatto che sia competitivito o cooperativo, sia l'importanza della comunicazione.
Grazie agli insegnamenti eccellenti ricevuti in quei giorni, sulla base anche di quanto appreso dai video proiettati in aula, ho potuto partecipare, nella seconda parte del corso, più attivamente alle successive simulazioni, in cui eravamo coinvolti a volte come parte a volte come conciliatori.
Quel che più mi ha sorpreso è stato constatare l’utilità del corso anche nella mia attività professionale, ove ho potuto proiettare alcune delle conoscenze acquisite sia nel rapporto con gli altri colleghi che nei rapporti con gli utenti con cui mi confronto quotidianamente. Ho affrontato questo corso con spirito critico per verificare la mia propensione a questo strumento, ho apprezzato la possibilità di valutare positivamente e in modo costruttivo i miei punti di debolezza e allo stesso modo apprezzare quelli di forza. Ringrazio per gli stimoli che mi sono stai forniti.
L’approccio iniziale al corso è stato caratterizzato da una certa mia presunzione nel credere che nell’ambito di una negoziazione avessi solo punti di forza e nessuna debolezza…. Nell’ambito del corso e, segnatamente, durante i primi due giorni, ho però constatato durante le prime simulazioni di conciliazione tenutesi in aula che quello che credevo essere un punto di forza non era sufficiente per la conduzione di una conciliazione per due motivi fondamentali:
a) anzitutto perché se una o entrambe le parti avessero tenuto lo stesso atteggiamento la negoziazione non sarebbe neanche partita;
b) in secondo luogo, perché a negoziazione avviata (soprattutto durante le fasi delle sessioni private) un atteggiamento esclusivamente competitivo limitava fortemente l’aspetto creativo della negoziazione stessa; durante le prime simulazioni, infatti, allorquando sono stato chiamato a svolgere il ruolo di conciliatore, cercavo solamente di abbassare la pretesa di una parte ed alzare l’offerta dell’altra sino ad arrivare ad un punto di incontro che sanciva la conclusione dell’accordo. … fatto tesoro degli insegnamenti dei conciliatori professionisti che hanno condotto le lezioni ho verificato con successo la bontà di un atteggiamento più cooperativo ed, in generale, meno aggressivo a partire dalla fase più delicata della conciliazione, ovvero la fase iniziale. Durante questa fase, infatti, sulla base anche di quanto appreso dai video proiettati in aula, ho compreso l’importanza di mettere a proprio agio le parti, chiarire da subito il proprio ruolo, ASCOLTARE le ragioni dell’una e dell’altra parte senza assumere l’atteggiamento di un Giudice o di un Arbitro, evitando di palesare più o meno direttamente il mio pensiero in ordine alla fondatezza delle ragioni esposte dalle parti![]()
Dall’esito del corso svolto presso ADR Center ho “tirato le somme” e mi sono resa conto di aver appreso più di quanto immaginassi inizialmente. Il corso ha infatti un approccio teorico-pratico che mi soddisfa e mi ha aperto gli occhi sul mondo della conciliazione, che non conoscevo.
Ritengo di avere gestito controversie, nella mia professione di avvocato, che avrebbero potuto concludersi più felicemente con una conciliazione, piuttosto che con un lungo giudizio, che, alla fine, ha annoiato tutti, comprese le parti! Il livore iniziale si piega sotto il peso del tempo che passa e le parti, non coinvolte nel giudizio affidato all’avvocato, spesso si dimenticano addirittura perché lo hanno iniziato. Questo aspetto è frustrante per chi, come l’avvocato nel senso in cui lo intendo, dovrebbe risolvere il problema! Mi sono resa conto che a volte, anche nella gestione del cliente e della controversia, è necessario un approccio diplomatico e soprattutto una grande capacità di ascoltare gli altri. Il corso svolto presso ADR Center ha messo a fuoco, attraverso una spiegazione “tecnico- scientifica” queste contrapposte esigenze. In particolare, ha reso evidente la necessità di “comunicare” in maniera chiara e, soprattutto, di partire dal fatto che chi ti ascolta non sempre comprende cosa gli si voglia rappresentare, deformando le informazione attraverso il proprio stato psicologico di partenza e ciò che si aspetta dal confronto diretto. Gli esempi e le simulazione svolte durante il corso mi hanno quindi fatto mettere a fuoco questi aspetti della comunicazione che, seppur confusamente già acquisiti nel corso delle mie esperienze professionali e personali, hanno trovato una collocazione “strutturata” ed una spiegazione tecnica che mi aiuteranno in futuro a gestire sia i rapporti personali che professionali. Durante una esercitazione ho capito che l’obiettivo finale si raggiunge, molto spesso, mettendo da parte la propria immediata soddisfazione anteponendovi la soddisfazione del gruppo…![]()
Il corso di formazione per conciliatori ha consentito di approfondire le conoscenze in materia e sviluppare le competenze tecniche come facilitatore della negoziazione. Il corso per conciliatori è stato decisivo per l’ulteriore implementazione delle competenze essenziali del conciliatore, ruolo decisamente più impegnativo e delicato rispetto, ad esempio, a quello di un case manager. La frequenza del corso è stata fondamentale per la “messa alla prova” come conciliatore durante le simulazioni. Sono stati molto utili, oltre al corso in se, lo scambio di esperienze, sia tramite la proiezione di video, sia tramite la testimonianza diretta dei docenti/conciliatori. Il bilancio finale è certamente positivo, data la particolare efficacia degli insegnamenti.
Durante il corso ho appreso elementi che hanno rafforzato le mie idee sulla necessità che lo strumento conciliativo vada promosso e sostenuto nei vari ambiti nel nostro Paese per i numerosi vantaggi (economici, temporali e non solo) della procedura stessa.
Ritengo di avere ricevuto dei feedback positivi durante il corso, che mi incoraggiano a tentare di intraprendere professionalmente l’attività di conciliatore.
Sono approdata al corso per conciliatori perché credo nei sistemi conciliativi, data la sfiducia nella giustizia italiana ed il dispiacere per la scarsa qualità applicativa del diritto che avviene nelle aule dei Tribunali nostrani alla cui efficacia non credo molto, salvo rari casi. Semplice opinione personale. Ritengo che le aule di giustizia italiane vedano il mercanteggiamento dell’aulico diritto italiano ormai svilito, che la Maggior parte di noi, operatori di settore, non tratta con la dignità che meriterebbe. Questa convinzione, nasce dalla mia esperienza diretta, per cui ho notato risultati migliori quando sono state risolte controversie, negoziando (magari anche in forme elementari) e raggiungendo accordi. Ciò ha determinato il mio spiccato interesse, tecnico-professionale, nei confronti di ogni forma di risoluzione alternativa delle controversie che si realizza in accordi e/o contratti e nella conciliazione. Durante il corso non mi sono mai tirata indietro alle provocazioni delle simulazioni e dei “giochi”, anche di gruppo, che ci sono stati sottoposti. Ad onor del vero il corso mi è stato molto utile per comprendere e/o confermare aspetti del mio modo di lavorare assolutamente cooperativo. Ora ne ho la certezza. Si tratta, certamente, di una predisposizione naturale ma da plasmare ed affinare tecnicamente, lavorando sui tavoli delle conciliazioni e delle negoziazioni. Per questo mi impegnerò.
Prima del corso i miei tentativi di conciliazione sia nei rapporti privati che in quelli professionali (consulente tecnico in aziende di elettronica) erano improntati sulla mia capacità (non sempre vera !) di gestire la controversia basandola prima sul buon senso e poi sulla mediazione che dava molto spesso luogo ad un tentativo di compromesso al 50% delle rispettive posizioni. Con il riconoscimento avvenuto durante il corso della sussistenza prima e della valenza poi di un processo di negoziazione e della possibilità di produrre una conciliazione mediante un percorso strutturato o da strutturare di volta in volta, ho assunto (anche attraverso le simulazioni) il valore dell'organicità della materia specifica (dalla teoria del conflitto, alla trattativa, alla mediazione e conciliazione) organicità, nel senso della metodicità, coesione, connessione ecc. Quindi il buon senso come elemento accessorio e non più primario ed il risultato della conciliazione non più da mediare al 50% rispetto alle distanze ma come convergenza positiva di tattiche negoziale caratteristiche del negoziato, stile di negoziazione ecc. Le conoscenze e le sensibilizzazioni ricevute sono necessarie per determinare la professionalizzazione quindi la capacità di gestire seguendo una disciplina del percorso, anche non disciplinato nel senso del diritto, che possono far assurgere anche all'arte di fare conciliazione.
Fine zona contenuto