Cosa accade se le parti non si accordano sulla persona del terzo neutrale?
Il terzo neutrale è scelto dalle parti, e nominato da ADR Center, tra persone appositamente formate e accreditate a svolgere tale funzione. ADR Center può scegliere e nominare il terzo neutrale qualora le parti lo richiedano, o in caso non riescano a identificare congiuntamente la persona.
Quali attività sono richieste alle parti prima dell’incontro di Mediazione
Dipende dalle circostanze e dalle richieste delle parti. Di norma, per ottimizzare i tempi il terzo neutrale richiede delle memorie che presentino la posizione delle parti; le memorie possono essere riservate al terzo neutrale o destinate anche alla controparte. Lo scambio di altra documentazione, come referti e perizie, viene concordato tra le parti e il terzo neutrale bilanciando le esigenze di speditezza della procedura con la necessità di fornire un quadro accurato della situazione a chi agevola il negoziato.
Qual è il ruolo di ADR Center nella Mediazione ?
La Mediazione è una procedura nella quale le parti e i loro consulenti si avvalgono di un terzo neutrale per tentare di raggiungere una soluzione bonaria della controversia. Il compito di ADR Center, come organismo neutrale che nomina e assiste il professionista incaricato di agevolare il negoziato, è di creare tutte le condizioni perché il dialogo tra le parti possa procedere nel modo più spedito ed efficiente a seconda delle circostanze.
Perché rivolgersi a un terzo neutrale che non ha il potere di decidere la lite?
Il terzo neutrale, nella procedura di Mediazione, ha il compito fondamentale di facilitare la trattativa tra le parti in modo che si raggiunga una soluzione della lite senza imposizioni esterne. Ascoltando le parti e dialogando con loro, sia congiuntamente che in privato, il terzo neutrale ha modo di approfondire gli aspetti veramente importanti della vicenda, che sovente trascendono le posizioni giuridiche espresse. Questi aspetti possono includere particolari istanze o bisogni che, se condivisi con il terzo neutrale, possono favorire il raggiungimento di soluzioni basate sui reali interessi in gioco. Per via dell’ovvia riluttanza a rivelare le proprie priorità alla controparte, infatti, negoziando faccia a faccia le parti potrebbero non essere in grado di raggiungere accordi ottimali. Inoltre, di fronte a chi è chiamato a decidere sul torto e la ragione, come il giudice o l’arbitro, i litiganti non parleranno mai di altri aspetti importanti nella risoluzione bonaria delle controversie, come gli eventuali punti deboli delle rispettive posizioni.
Cosa mi assicura l’indipendenza, l’imparzialità e la neutralità di ADR Center?
Quasi un decennio di attività esclusiva in questo campo, e la volontà di consolidare la posizione di leader del mercato in Italia, sono la principale garanzia di chi si rivolge ad ADR Center. Anche per questo motivo, un rappresentante di ADR Center è stato tra i dieci esperti internazionali invitati dalla Commissione europea di Bruxelles a stilare il “European Code of Conduct for Mediators”, varato alla conferenza di Bruxelles del 2 luglio 2004, cui si uniformano tutti i professionisti afferenti ad ADR Center e quelli dei principali organismi di ADR nella Ue. Infine, occorre ricordare che gli organismi che si occupano di risoluzione stragiudiziale delle liti sono vieppiù oggetto di regolamentazione da parte dell’ordinamento nazionale e comunitario, a ulteriore tutela degli utenti.
Chi partecipa all’incontro con il terzo neutrale?
È fondamentale che partecipino le parti personalmente, idealmente assistite dai loro avvocati, perché in caso d’intesa la procedura possa terminare con la stesura di un accordo definitivo. Con il consenso delle parti e del terzo neutrale, possono essere ammesse altre persone, come ad esempio dei periti, la cui presenza sia ritenuta necessaria o opportuna ai fini della risoluzione della vertenza.
A causa iniziata, specie se da molto tempo, ha ancora senso tentare la strada della Mediazione ?
Sì. L’esito di una causa è sempre incerto, e il potere decisionale del giudicante sottrae alle parti e ai loro avvocati sia il controllo sul procedimento, scandito dai tempi processuali, sia soprattutto quello sul risultato finale. Inoltre, far eseguire una sentenza anche del tutto favorevole è impresa difficile e spesso infruttuosa. La condivisione della soluzione da parte dei litiganti elimina il problema dell’esecuzione delle intese raggiunte in sede di Mediazione, che difatti avviene in modo spontaneo, come molteplici statistiche confermano. Inoltre, prima della firma dell’accordo che sancisce la fine della lite ciascuna delle parti, se insoddisfatta di come procedono le cose, può sempre porre termine alla procedura e rivolgersi alla magistratura ordinaria o, a seconda dei casi, ricorrere all’arbitrato.
Qual è il valore legale degli accordi raggiunti con la procedura di Mediazione?
Dipende dalla normativa applicabile. Per regola generale, in Italia l’esito della procedura di Mediazione ha natura contrattuale. Vi sono tuttavia eccezioni, sempre più numerose, che gli attribuiscono un valore ulteriore. È il caso dell’accordo raggiunto e verbalizzato in base all’art. 40, comma 8, del D.LGS 05/2003; tale accordo, nella materia societaria, costituisce titolo esecutivo per l’espropriazione forzata, per l’esecuzione in forma specifica e per l’iscrizione d’ipoteca giudiziale.
Che accade nel caso in cui le parti non raggiungano un accordo?
In caso di mancato accordo, le parti sono libere di esperire qualsiasi altra procedura prevista dal contratto o dall’ordinamento.
Cosa può trapelare all’esterno di quanto viene detto o fatto durante la procedura di Mediazione ?
Elemento centrale della procedura è la riservatezza. In aggiunta a quanto previsto dal Regolamento, che ha natura contrattuale, giova poi ricordare che analoghe tutele della riservatezza sono previste dalla legge come è il caso, per citare un esempio già fatto, del diritto societario (art. 40, comma 3, D.LGS. 05/2003).



